Il Tempio di Philae racchiude tra le sue antiche pietre alcune delle più affascinanti storie della mitologia egizia.
Questo straordinario complesso non era solo un edificio sacro, ma un vero e proprio palcoscenico dove si celebravano i miti fondamentali della religione egizia, in particolare quelli legati alle divinità Iside e Osiride, che ancora oggi ispirano visitatori da tutto il mondo.
Chi erano Iside e Osiride nella mitologia egizia?
Iside era una delle divinità più importanti dell'antico Egitto, venerata come dea dell'amore, della maternità e della magia.
Inizialmente raffigurata come una donna elegante con un geroglifico a forma di trono sulla testa, durante il Nuovo Impero acquisì attributi di altre dee, come il disco solare e le corna di mucca di Hathor.
In Egitto, Iside era associata alla stella Sirio (chiamata Sothis), così come Osiride era collegato alla costellazione di Orione.
Questa connessione celeste era particolarmente significativa poiché il capodanno egiziano coincideva con la levata eliaca di Sirio, che avveniva ogni 365 giorni e un quarto, periodo in cui si verificava anche la piena del Nilo.
Osiride, invece, era il dio dei morti, dell'agricoltura e della rinascita. Fratello e sposo di Iside, rappresentava il ciclo eterno della vita, della morte e della resurrezione.
Insieme, queste due divinità formavano una coppia divina che simboleggiava concetti universali fondamentali per la civiltà egizia.
Cosa narra la leggenda della resurrezione di Osiride?
Secondo l'antica leggenda, Osiride, re d'Egitto, fu tradito e ucciso dal fratello Seth, che bramava il potere.
Seth smembrò il corpo di Osiride e ne nascose le parti in vari luoghi dell'Egitto.
I Templi di File rivestono grande importanza per gli egizi proprio perché, secondo la tradizione, quando Osiride fu assassinato dal fratello, Iside, sua amata sposa, raccolse le sue membra sparse per tutto il paese e si rifugiò sull'isola di Philae per ricomporre il corpo dell'amato.
Grazie ai suoi poteri magici, Iside riuscì a riportare in vita Osiride temporaneamente, periodo durante il quale concepirono il loro figlio, Horus.
Tuttavia, Osiride dovette poi tornare nel regno dei morti, diventandone il sovrano, mentre Iside rimase sola a crescere il figlio.
Il Tempio di Philae era quindi un luogo di grande importanza per i devoti di Iside e Osiride, che vi si recavano per pregare per la protezione e la rinascita.
Perché l'isola era un luogo di pellegrinaggio?
L'isola di Philae era un importante centro di pellegrinaggio perché, secondo la tradizione, era ritenuta uno dei luoghi di sepoltura di Osiride, rendendola sacra sia per gli egizi che per i nubiani.
Era considerato sacrilego avvicinarsi all'isola per chiunque non fosse un sacerdote, tanto che era chiamata anche "l'inavvicinabile".
Nel II secolo a.C., File divenne uno dei più importanti luoghi di pellegrinaggio dell'antico Egitto, al punto che i sacerdoti dovettero chiedere l'intervento del sovrano Tolomeo VIII affinché ponesse un freno all'afflusso di visitatori.
La richiesta dei sacerdoti fu poi scolpita alla base di uno degli obelischi, il cosiddetto Obelisco di File.
Il culto di Iside a Philae era così radicato che sopravvisse sorprendentemente anche dopo l'avvento del cristianesimo in Egitto.
Il tempio rimase attivo fino al 550 d.C. circa, quando fu ufficialmente chiuso durante il regno di Giustiniano I.
In virtù di un accordo stipulato tra i Nabatei e i Romani, nel V secolo i primi potevano recarsi sull'isola nei giorni festivi per celebrare i loro riti, così che sull'isola venivano celebrate sia funzioni cristiane che isiache.
Quali simboli religiosi si trovano nel tempio?
Il Tempio di Philae è ricco di simboli religiosi che raccontano la storia sacra di Iside e Osiride.
I rilievi del tempio narrano diffusamente questa storia, sottolineando l'importanza di queste divinità nel pantheon egizio.
Tra gli elementi simbolici più importanti troviamo il Mammisi di Horus, dove i faraoni partecipavano alle cerimonie in onore della sacra nascita di Horus dalla madre Iside.
Secondo la tradizione, i faraoni erano discendenti del dio Horus e la loro partecipazione aveva lo scopo di rinnovarne la legittimazione davanti al clero.
Nel Vestibolo, costituito da una sala ipostila di dieci colonne, tutte le colonne sono ricoperte di bassorilievi che raffigurano Tolomeo VII.
Fino agli inizi del Novecento, questi conservavano ancora i colori originali, testimonianza della straordinaria arte egizia.
Davanti al primo pilone del tempio si trovano due statue di leoni, uno per parte, a proteggere l'ingresso.
Quello di sinistra ha il muso completamente distrutto, probabilmente per annullare la sacralità del luogo di culto.
Gli antichi attribuivano infatti un valore sacro alla pietra dei templi, che avevano un lato destro e uno sinistro, come le persone.
Per cancellare la sacralità di un luogo di culto, era sufficiente distruggere le immagini sacre del lato sinistro, la parte del cuore del tempio.
In seguito all'abbandono della religione tradizionale, in epoca classica, il tempio fu riutilizzato dai primi cristiani che crearono una chiesa nel Vestibolo.
Numerose croci copte furono incise sulle pareti e sul lato orientale fu ricavato un piccolo altare, testimonianza della stratificazione religiosa di questo straordinario sito.
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